Pre-trattamento di depurazione della cute GRATUITO: chiama o scrivi al +39 392 979 7931 per scoprire di più!

Alopecia androgenetica: cos’è, cause e possibili soluzioni

Il diradamento dei capelli spesso si sviluppa gradualmente: all’inizio può sembrare un cambiamento poco significativo, ma con il tempo diventa sempre più visibile e può influire anche sul modo in cui una persona percepisce il proprio aspetto.

Quando la perdita di densità segue un andamento progressivo, potrebbe trattarsi di alopecia androgenetica, una condizione che può interessare uomini e donne, anche in giovane età. In questa guida vedremo che cos’è, da cosa dipende, come si presenta nei diversi casi e quali soluzioni possono essere prese in considerazione.

Cos’è l’alopecia androgenetica?

L’alopecia androgenetica è una forma cronica e progressiva di perdita dei capelli, conosciuta anche come calvizie comune o ereditaria. Appartiene alle alopecie non cicatriziali: il diradamento non è causato dalla formazione di tessuto cicatriziale, ma da un cambiamento graduale nell’attività dei follicoli piliferi. 

La sua caratteristica principale è la miniaturizzazione follicolare. Con il susseguirsi dei cicli di crescita, i follicoli interessati producono capelli sempre più sottili, corti e meno visibili. Per questo motivo, l’alopecia androgenetica può manifestarsi inizialmente come una lenta riduzione della densità, anziché come una caduta improvvisa e abbondante.

L’evoluzione e la distribuzione del diradamento possono variare da persona a persona. La perdita tende comunque a seguire schemi caratteristici, differenti nella forma maschile e in quella femminile, e può progredire lentamente nel corso degli anni.

Quali sono le cause dell’alopecia androgenetica?

L’alopecia androgenetica non dipende da un’unica causa. Il suo sviluppo è legato principalmente alla combinazione tra predisposizione genetica e risposta dei follicoli agli ormoni androgeni. Questi due elementi determinano quali follicoli sono più vulnerabili, quando può iniziare il diradamento e con quale velocità può progredire.

Predisposizione genetica ed ereditarietà

La familiarità rappresenta uno dei principali fattori di rischio. Chi ha parenti affetti da calvizie può avere una maggiore probabilità di sviluppare l’alopecia androgenetica, ma l’ereditarietà non segue una regola semplice e non permette di prevederne con certezza l’evoluzione.

Contrariamente a una convinzione molto diffusa, la predisposizione non viene ereditata esclusivamente dalla madre. L’alopecia androgenetica ha una componente poligenica, quindi può essere influenzata da più varianti genetiche provenienti da entrambi i rami familiari. Avere un padre, una madre o altri parenti con diradamento non significa necessariamente sviluppare la stessa forma di calvizie, alla stessa età o con la medesima intensità.

DHT e sensibilità dei follicoli

Il diidrotestosterone, comunemente chiamato DHT, è un ormone derivato dal testosterone attraverso l’azione dell’enzima 5-alfa-reduttasi. Nei follicoli geneticamente predisposti, il DHT interagisce con i recettori androgeni e altera progressivamente il normale ciclo di crescita del capello.

La fase di crescita si accorcia e, ciclo dopo ciclo, il follicolo produce capelli più sottili e corti. Il punto fondamentale non è necessariamente avere quantità elevate di DHT nel sangue, ma possedere una maggiore sensibilità follicolare alla sua azione. Nella forma femminile, il rapporto con gli androgeni può essere più complesso e il diradamento può comparire anche in presenza di livelli ormonali nella norma.

Alopecia androgenetica maschile e femminile: quali sono le differenze?

L’alopecia androgenetica può interessare entrambi i sessi, ma la distribuzione e l’evoluzione del diradamento sono generalmente differenti. Negli uomini la perdita tende a concentrarsi in aree specifiche e può portare alla formazione di zone completamente calve. Nelle donne, invece, è più frequente una riduzione diffusa della densità, soprattutto nella parte superiore del cuoio capelluto.

Alopecia androgenetica maschile

Nella forma maschile, la perdita dei capelli segue spesso uno schema riconoscibile che coinvolge inizialmente l’attaccatura frontale, le tempie o il vertice. Con il passare del tempo, le diverse aree diradate possono estendersi e unirsi.

Le manifestazioni più comuni comprendono:

  • arretramento progressivo dell’attaccatura e comparsa della stempiatura;
  • diradamento nella zona del vertice;
  • riduzione della densità nella parte superiore della testa;
  • conservazione dei capelli nelle zone laterali e posteriori anche negli stadi più avanzati.

La progressione della calvizie maschile viene comunemente classificata attraverso la Scala Norwood, che suddivide la perdita dei capelli in sette stadi.

Alopecia androgenetica femminile

L’alopecia androgenetica femminile, conosciuta anche come female pattern hair loss, si presenta generalmente in modo più diffuso. Il diradamento interessa soprattutto la zona centrale e superiore del cuoio capelluto, mentre l’attaccatura frontale tende a rimanere visibile.

I segnali caratteristici sono:

  • allargamento progressivo della scriminatura centrale;
  • diminuzione diffusa della densità nella parte superiore della testa;
  • maggiore visibilità del cuoio capelluto tra i capelli;
  • mantenimento, nella maggior parte dei casi, della linea frontale.

Nelle donne è meno frequente arrivare a una calvizie completa. La gravità del diradamento può essere valutata attraverso la Scala Ludwig, che descrive i principali stadi dell’alopecia androgenetica femminile.

Alopecia androgenetica giovanile: quando può iniziare?

L’alopecia androgenetica non riguarda esclusivamente gli adulti: può iniziare già dopo la pubertà, con i primi cambiamenti visibili durante l’adolescenza o nei primi anni dell’età adulta. Quando il diradamento compare in questa fase viene spesso definito calvizie precoce.

Nei ragazzi può manifestarsi con un progressivo arretramento dell’attaccatura, una stempiatura sempre più evidente o una perdita di densità sul vertice. Nelle ragazze è più comune osservare un assottigliamento diffuso dei capelli e un graduale allargamento della scriminatura centrale.

Un esordio precoce non significa necessariamente che la perdita progredirà rapidamente: velocità ed estensione possono essere molto diverse da persona a persona. Tuttavia, se il cambiamento appare progressivo e persiste nel tempo, è consigliabile rivolgersi a un dermatologo per distinguere l’alopecia androgenetica da altre forme di caduta temporanea.

Quali soluzioni esistono per l’alopecia androgenetica?

Non esiste una soluzione adatta a tutti i casi di alopecia androgenetica. La scelta dipende dall’estensione del diradamento, dalla presenza di follicoli ancora attivi, dalle caratteristiche della zona donatrice e dal risultato che si desidera ottenere.

Prima di iniziare un trattamento è importante effettuare una valutazione dermatologica. Le opzioni disponibili hanno infatti obiettivi differenti: possono aiutare a sostenere la crescita dei capelli esistenti, redistribuire follicoli da altre aree oppure migliorare visivamente l’aspetto del diradamento.

Minoxidil

Il minoxidil è un farmaco applicato direttamente sul cuoio capelluto, generalmente sotto forma di soluzione o schiuma. Può contribuire a prolungare la fase di crescita dei capelli e a rallentare il diradamento o migliorare la densità in alcuni pazienti, soprattutto quando sono ancora presenti follicoli attivi.

Prima di iniziare è però importante considerare che:

  • i risultati non sono immediati e possono richiedere diversi mesi;
  • la risposta varia da persona a persona;
  • il trattamento deve essere utilizzato con continuità per mantenere i benefici;
  • possono verificarsi irritazione, prurito o secchezza del cuoio capelluto.

Il minoxidil non elimina la predisposizione all’alopecia androgenetica e la sua sospensione può comportare la graduale perdita dei risultati ottenuti. Per valutarne l’idoneità e utilizzarlo correttamente è consigliabile rivolgersi a un medico. Nel nostro approfondimento dedicato confrontiamo minoxidil e tricopigmentazione, due opzioni con finalità molto differenti.

PRP capelli

Il PRP, o plasma ricco di piastrine, è un trattamento che utilizza una piccola quantità di sangue del paziente. Dopo la centrifugazione, il plasma con una maggiore concentrazione di piastrine viene iniettato nelle aree interessate dal diradamento.

Le piastrine rilasciano fattori di crescita che possono sostenere l’attività dei follicoli ancora vitali. Alcuni studi indicano un possibile miglioramento della densità, ma la risposta al PRP non è uguale per tutti e può dipendere dallo stadio dell’alopecia e dal protocollo utilizzato.

Il PRP non crea nuovi follicoli e non sostituisce i capelli già perduti. Generalmente richiede più sedute e, in alcuni casi, trattamenti periodici di mantenimento. Deve essere eseguito da personale sanitario dopo un’adeguata valutazione del paziente. Maggiori informazioni sono disponibili nella guida dedicata al PRP capelli.

Trapianto di capelli

Il trapianto è una procedura chirurgica che trasferisce le unità follicolari da una zona donatrice, solitamente situata nella parte posteriore o laterale della testa, alle aree colpite dal diradamento. A differenza delle soluzioni puramente visive, permette di far crescere capelli reali nelle zone in cui vengono impiantati i follicoli.

La possibilità di ottenere un buon risultato dipende soprattutto da:

  • quantità e qualità dei capelli disponibili nella zona donatrice;
  • estensione e futura evoluzione dell’alopecia;
  • numero di unità follicolari necessarie;
  • corretta progettazione dell’attaccatura e distribuzione dei graft.

Il trapianto non arresta la progressione dell’alopecia nei capelli non trapiantati. Inoltre, richiede un intervento chirurgico, un periodo di recupero e diversi mesi prima che il risultato diventi pienamente visibile. Le due principali tecniche di estrazione vengono approfondite nel confronto tra trapianto FUE e FUT.

Fibre di cheratina

Le fibre di cheratina sono un prodotto cosmetico utilizzato per nascondere temporaneamente le aree diradate. Una volta distribuite sulla capigliatura, si legano ai capelli già presenti, aumentandone visivamente lo spessore e riducendo il contrasto tra i capelli e il cuoio capelluto.

Le loro caratteristiche principali sono:

  • offrono un risultato estetico immediato;
  • funzionano meglio nei casi di diradamento lieve o moderato;
  • richiedono la presenza di capelli ai quali aderire;
  • vengono eliminate con il lavaggio e devono essere applicate nuovamente.

Le fibre possono essere utili per migliorare rapidamente l’aspetto della capigliatura, ma non stimolano la crescita e non rallentano l’alopecia androgenetica. Inoltre, nelle aree completamente calve non riescono a creare una copertura convincente, perché manca una base alla quale possano fissarsi.

Tricopigmentazione

La tricopigmentazione è una tecnica di dermopigmentazione del cuoio capelluto che utilizza microdepositi di pigmento per riprodurre visivamente la presenza dei follicoli. A differenza delle fibre di cheratina, non richiede la presenza di capelli ai quali aderire e permette di ottenere un effetto più stabile nel tempo.

In presenza di alopecia androgenetica può essere utilizzata principalmente per ottenere due risultati:

  • effetto rasato, ricreando l’aspetto di capelli tagliati molto corti nelle zone calve e ridefinendo l’attaccatura;
  • effetto densità, riducendo il contrasto tra i capelli esistenti e il cuoio capelluto nelle aree diradate.

La tricopigmentazione non fa ricrescere i capelli e non modifica la progressione biologica dell’alopecia. Offre invece una correzione visiva personalizzabile in base al grado di diradamento, alla forma del viso, al colore dei capelli e al risultato desiderato.

Il trattamento viene generalmente completato attraverso più sedute e può richiedere ritocchi nel tempo, perché il pigmento tende gradualmente a schiarirsi. Prima di procedere è inoltre necessario valutare le condizioni della pelle e del cuoio capelluto: esistono infatti alcune controindicazioni della tricopigmentazione che possono rendere opportuno rimandare o evitare il trattamento.

Qual è il prossimo passo?

Prima di scegliere una soluzione, è importante definire con chiarezza il proprio obiettivo: preservare i capelli ancora presenti, recuperare densità dove possibile oppure rendere il diradamento meno visibile. Una valutazione dermatologica permette di comprendere la natura e lo stadio della perdita, mentre il confronto tra le diverse opzioni aiuta a stabilire aspettative realistiche sui risultati, sui tempi e sul mantenimento necessario.

Se l’obiettivo è migliorare l’aspetto delle aree diradate o calve senza ricorrere a un intervento chirurgico, la tricopigmentazione può offrire una soluzione personalizzata. Durante una consulenza gratuita con Trico System sarà possibile:

  • valutare le aree interessate e la densità dei capelli ancora presenti;
  • capire se è più indicato un effetto rasato o un effetto densità;
  • definire forma dell’attaccatura, tonalità e intensità del risultato;
  • ricevere informazioni chiare sulle sedute e sul mantenimento nel tempo.

La consulenza ha una finalità estetica e non sostituisce una diagnosi dermatologica. Serve a capire concretamente quale risultato può offrire la tricopigmentazione nel proprio caso, senza creare aspettative irrealistiche.

Vuoi scoprire se la tricopigmentazione è adatta al tuo diradamento?

FAQ

Come capire se è alopecia androgenetica?

L’alopecia androgenetica può essere sospettata quando il diradamento è graduale e segue uno schema caratteristico: attaccatura, tempie e vertice negli uomini; scriminatura centrale e parte superiore del cuoio capelluto nelle donne. Il dermatologo può confermare il sospetto attraverso l’esame clinico e la tricoscopia, ricercando segni come la variabilità del diametro dei capelli, l’aumento dei capelli miniaturizzati e il segno peripilare.

L’alopecia androgenetica si può curare?

L’alopecia androgenetica può essere trattata, ma non guarita definitivamente, perché la predisposizione genetica e la sensibilità follicolare non vengono eliminate. I trattamenti possono rallentare la progressione e, quando i follicoli sono ancora vitali, migliorare parzialmente lo spessore e la densità dei capelli.

Gli integratori possono aiutare contro l’alopecia androgenetica?

Gli integratori possono avere un ruolo di supporto soprattutto quando gli esami evidenziano una carenza documentata, per esempio di ferro, zinco o vitamina D. Alcuni studi su specifiche formulazioni nutraceutiche hanno rilevato miglioramenti modesti della densità, ma i prodotti e i protocolli analizzati sono molto differenti e i risultati non possono essere estesi a qualsiasi integratore in commercio. In assenza di una carenza, vitamine e minerali non neutralizzano il DHT né la predisposizione genetica; inoltre, dosi eccessive di sostanze come vitamina A, vitamina E o selenio possono persino favorire la caduta.

Esiste un legame tra vitamina D e alopecia androgenetica?

La vitamina D partecipa alla regolazione del ciclo follicolare e diversi studi hanno rilevato livelli più bassi in alcune persone con perdita di capelli, soprattutto nella forma femminile. Tuttavia, un’associazione non dimostra che la carenza sia la causa dell’alopecia: per la forma maschile i risultati sono meno uniformi e mancano ancora prove solide che la supplementazione possa arrestarne la progressione. Correggere un deficit confermato tramite l’esame della 25-OH vitamina D è appropriato per la salute generale, ma non sostituisce i trattamenti specifici per l’alopecia androgenetica.

L’alopecia androgenetica può fermarsi da sola?

In genere l’alopecia androgenetica non scompare spontaneamente, perché è una condizione cronica legata alla progressiva miniaturizzazione dei follicoli. La velocità, però, non è costante: possono verificarsi lunghi periodi di apparente stabilità alternati a fasi in cui il diradamento diventa più evidente. Una pausa nella progressione non significa quindi che la predisposizione sia scomparsa; fotografie standardizzate e controlli tricoscopici nel tempo permettono di capire se la situazione è davvero stabile.
Condividi :

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *